Ogni terra, ogni colore e soprattutto ogni tipo di cottura, producono una gamma di risultati e di espressioni dell’argilla che ci permettono di classificarla in due grandi gruppi, ovvero la ceramica tradizionale italiana e la ceramica Raku occidentale.

Occidentale” perché la ceramica Raku giapponese, pur essendo stata la fonte d’ispirazione originaria, è ben lontana dalle sperimentazioni seguite all’esportazione e alla diffusione della tecnica Raku in tutto il mondo, a partire dall’Inghilterra grazie al maestro e pioniere in materia Bernard Leach.

Ceramica tradizionale

Tipi di argilla: terraglia bianca o rosa

Le terrecotte: semplicemente un “biscotto” a base di argilla

Appartengono a questa categoria i laterzi, i vasi da fiorielementi decorativi e scultorei e materiali refrattari. La terracotta, argilla cotta una sola volta (biscotto) ed espressione più semplice della ceramica italiana, risulta molto porosa, con tonalità che spaziano dal grigio chiaro al giallo al rosso bruno, a seconda della qualità e quantità di ossido di ferro. Per queste creazioni non è previsto un rivestimento.

Cottura ceramica: da 880 a 980 gradi.

“Faenze”: la ceramica italiana che prende il nome dalla città d’origine

I manufatti sono realizzati con un impasto colorato e ricoperto con uno smalto brillante. Si tratta di ceramiche per uso domestico e decorativo, meno porose delle terrecotte e dal colore giallo bruno. Le Faenze, che prendono il nome dalla principale città di produzione, appunto Faenza, vengono rivestite con engobbi, ovvero argilla porosa colorata, vetrina trasparente o smalti (vetro opacizzato coprente). Gli engobbi e gli smalti possono essere a loro volta invetriati per rendere l’oggetto lucido e impermeabile.

Cottura ceramica: da 900 a 980 gradi.

Maioliche: i colori dell’arte ceramica

Un tipo di produzione ottenuta da argille che in cottura risultano di struttura porosa e assorbente, variamente colorate per la presenza di ossidi prevalentemente stanniferi nell’impasto. Le creazioni in ceramica sono poi rivestite con uno smalto coprente o con vernice trasparente e artisticamente declinate grazie a tinte di sovrasto.

I rivestimenti della ceramica italiana: caratteristiche e classificazione

Il rivestimento ceramico è uno strato di materiale terroso o vetroso più sottile rispetto allo spessore della ceramica stessa. Ricopre parzialmente o totalmente il manufatto ancorandosi al supporto, al fine non solo di renderlo migliore nell’estetica, ma per potenziarne anche la funzionalità e la durata nel tempo.

La principale distinzione, nella classificazione dei rivestimenti nella ceramica italiana, è determinata dall’origine delle materie prime utilizzate.

  • Engobbi:Argille bianche, colorate naturalmente con le tinte della terra oppure aggiungendo dei pigmenti.
  • VetrosiLa materia prima di partenza è il vetro macinato finissimo e disperso in una soluzione acquosa assieme ad altri componenti. I rivestimenti vetrosi comprendono:
    • Le cristalline o vetrine che sono trasparenti
    • Gli smalti che sono coprenti

A loro volta cristalline e smalti possono essere bianche o coloratelucide o matt.

Cottura ceramica: 1000 gradi, alla temperatura massima per 7-9 ore. Altrettanto tempo serve per il raffreddamento in ossidazione.

La decorazione della ceramica italiana, il cui uso è perlopiù quotidiano, avviene principalmente a pennello, con disegni più o meno tradizionali o astratti.

Ceramica raku occidentale 

Tipo di argilla: refrattaria, solitamente bianca

Refrattari

L’argilla adatta per manufatti realizzati con la tecnica Raku è una terra ricca di materiali refrattari molto porosi e resistenti alle tensioni che si creano durante i cicli di lavorazione e cottura. Essendo destinata a una manipolazione artistica, all’impasto per la terracotta si aggiunge Chamotte o silice. La Chamotte è un elemento importante nella preparazione di alcuni impasti. Si tratta di biscotto macinato in varie granulometrie ed esiste già preparato in commercio. È un ottimo dimagrante delle argille troppo plastiche, facilita l’essiccamento, dà maggiore resistenza all’oggetto in ceramica Raku durante l’essicazione e la cottura. Sulle creazioni modellate si può ottenere una superficie più rustica a seconda della granulometria della Chamotte. Un impasto corretto con chamotte è molto adatto per eseguire elementi di grande dimensione, come sculture e pannelli.

Esistono impasti di tutte le colorazioni e la temperatura del forno di cottura può variare da 980 a 1250 gradi. La terra utilizzata è poco elastica, con un ritiro limitato.

Gres

Una ceramica Raku al contempo dura e resistente prevede l’impiego di argille naturali con silice e feldispati. Un materiale, con una porosità chiusa e impermeabile ma al contempo plastico alla lavorazione, utilizzato prevalentemente per rivestimenti ed realizzazioni decorative, di colore bruno, rosato e grigio. La cottura si aggira sui 1200 – 1280 gradi. Questo tipo di ceramica, smaltata è adatta per uso alimentare e per foggiare forme artistiche.

I rivestimenti della ceramica Raku

Nel caso della ceramica Raku si utilizzano cristalline fusibili adatte a cicli di cottura veloce, di circa un’ora, per arrivare alla fusione del vetro tra i 900 e i 950 gradi. Durante la cottura, il vetro che costituisce la cristallina passa dallo stato solido allo stato liquido e denso attraverso una serie di passaggi che cambiano con l’aumentare della temperatura. L’equilibrio tra la composizione della cristallina o fritta e il tempo/temperatura della cottura fa sì che il vetro si fonda sul corpo ceramico, regalando le caratteristiche volute di colore, lucentezza e funzionalità.

Caratteristiche delle cristalline

Le cristalline che rivestono i manufatti realizzati con tecnica Raku sono trasparenti e quindi lasciano vedere il supporto sottostante che nel nostro caso è bianco. Ma la ceramica potrebbe essere anche colorata (si vendono impasti ceramici già colorati) oppure ingobbiata, prima di fare il biscotto, per ottenere effetti particolari. 

Anche le cristalline possono essere colorate. Basta mescolare al suo interno pigmenti oppure ossidi in diverse percentuali che vanno dall’uno al dieci per cento. Nello specifico:

  • pigmenti sono sostanze coloranti ottenuti artificialmente attraverso la cottura ad alta temperatura di particolari combinazioni di minerali, sono stabili e hanno sempre la stessa colorazione.
  • Gli ossidi metallici sono invece coloranti che danno diversi effetti in cottura a seconda della riduzione che si effettua nel forno e dopo la cottura stessa nei bidoni con la carta e la segatura. Proprio per questo si prestano molto alla sperimentazione nella preparazione di tinte diverse.

Si prevede una cottura a 1000 gradi, alla temperatura massima per 1 ora e poi un successivo raffreddamento veloce, con riduzione di ossigeno per 1-10 minuti.

La decorazione delle ceramiche Raku, principalmente oggetti decorativi e artistici, prevedono l’uso di smalti con un unico colore predominante, poi sfumature e sovrapposizioni con altri tipi di colore.

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