La Grande Dea o Dea Madre ci riporta alle civiltà più antiche e lontane, alla personificazione di un eterno femminino che appartiene a tutti i tempi e a tutte le culture.

Il culto della dea madre

Le origini della donna e le origini del mondo, le origini delle madri e di una Grande madre che ci porta piano piano sempre più vicini alla verità della nostra natura: Lilith, Demetra, Iside, Ishtar, Eva….chiamata in tanti e mille modi diversi, ma sempre la stessa raffigurazione della donna, nei tanti angoli del mondo e in tutte le epoche, la stessa Dea amata e adorata da tante genti, quando Dio era donna e non dispiaceva a nessuno.

I miti della creazione, le uova cosmiche, gli inferi che si aprono alla Dea, le incisioni sui muri, i templi, i racconti straordinari passati di bocca in bocca e giunti fino a noi che ancora adesso ci interroghiamo di fronte a queste raffigurazioni femminili cercando di decifrare un linguaggio femminile che ci lega tutte indissolubilmente.

Che cosa rappresenta la grande madre?

Ma cosa vorranno dire queste statuette femminili – divinità femminili – con questi corpi enormi e tondi di donne in pietra e in terra cotta, ritrovate in caverne e anfratti dipinti di rosso, di ocra dove il bosco e la vegetazione fitta le custodisce in una natura selvaggia che così tanto le assomiglia?

Quando guardo queste piccole forme di donne e questi luoghi antichi mi commuovo oltre ogni dire. Dea della terra, dea della fertilità, dea protettrice delle nascite è la triplice dea.

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Qualcosa in me si risveglia e ricorda.

Anch’io provengo da quel mondo e da quel sentire, anch’io sono rappresentata in quei corpi e in quei simboli che non sono semplicemente divinità femminili astratte e lontane, ma raffigurazioni di un sentire dell’eterno femmineo fatto da donne vere, proprio come me, venute prima di me e pronte a trasmettermi significati, saperi, talenti, sogni.

Sono madri che diventano dea madre, sono nonne che diventano grande madre, sono sorelle simbolo della dea madre, e stanno tutte una dentro l’altra e che nei momenti più incredibili si risvegliano e parlano.

Come fuori così dentro.
Il cielo sopra e la terra sotto i piedi.

Ma chissà come doveva essere quel mondo in cui le donne attraverso il loro corpo diventavano divinità femminili entrando in contatto con le correnti universali e con la natura?

Che sensazione avrà dato l’affinità con il regno animale, con le altre donne sorelle, con la luna e le stelle, con la conoscenza e potenza del proprio corpo, con il periodo mestruale e con il parto vissuto con naturalezza e sacralità insieme alle donne della comunità?

Ed è per questa connessione che ogni Donna è una Grande Madre se si da la possibilità di esserlo può risvegliare in sè il culto della dea madre, se ascolta il susseguirsi delle stagioni dentro di sé, se abbassa gli occhi sulle proprie rotondità e accetta di essere madre, Grande Madre, e non solo dei propri figli.

Ogni donna è una natura sacra, capace di creare e fare creatività, di dare forma all’eterno femminino e di riversarlo nell’Universo.

Quando vedo queste statuette femminili simbolo di un archetipo antico, queste donne, e i luoghi creati per onorare la femminilità, mi commuovo oltre ogni dire.

Qualcosa in me si risveglia e prende vita, è la Dea Madre.

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