TERRA CREA E LA CERAMICA RAKU

Quando ho conosciuto la ceramica Raku, una quindicina di anni fa, è stato subito una scoperta emozionante. È qualcosa che ha a che fare con la semplicità, la naturalezza, la forza e la bellezza degli elementi. Con il lasciar andare. Non mi trovavo solo davanti a una diversa tecnica di cottura, rispetto alle regole dell’arte della ceramica tradizionale che padroneggiavo, o a un sapiente uso del fuoco e degli smalti. Con la ceramica Raku avevo l’opportunità di sperimentare e di muovermi in un universo dove tutto sa di nuovo e inaspettato: forni rudimentali, oggetti incandescenti, combinazioni tra acqua, terra e fuoco, che si mescolano e si rafforzano in un gioco che continua a variare. E poi, quella possibilità di imparare a domare il fuoco e stupirsi ogni volta, di fronte a risultato inaspettato.

COS’E LA CERAMICA RAKU

La ceramica Raku è si basa su una cottura realizzata a bassa temperatura tra i 900 e i 1000 gradi, in un forno a gas di produzione artigianale. L’impasto è realizzato con argilla semi-refrattaria o refrattaria e modellato con diverse tecniche di lavorazione, a stampo o grazie alla foggiatura a Tornio, a Colombino oppure a Sfoglia. I manufatti che se ne ricavano, dopo una prima cottura in forno elettrico, vengono poi smaltati con prodotti a base minerale ossidi e sali metallici e posti per una seconda cottura in un forno a gas. Una volta arrivati alla temperatura di fusione degli smalti, i pezzi vengono estratti dal forno ancora molto caldi e lasciati raffreddati all’aria per qualche secondo.

Subito dopo, le realizzazioni in ceramica Raku vengono immersi in materiale combustibile (carta, segatura, pula di riso) dove, per l’alta temperatura, si innesca una fiamma che viene subito spenta grazie alla copertura di altro materiale e soffocata da un coperchio, in un fusto di metallo. Con il passaggio successivo avviene la magia del Raku: durante il raffreddamento all’aria, lo smalto in rapidità forma delle piccole crepe chiamate “craquelè” che vengono annerite ed evidenziate dal fumo. Altro effetto interessante del Raku è la creazione, in riduzione d’ossigeno, di colori metallici e brillanti, come l’oro, argento, rame. Le infinite combinazioni di queste operazioni producono effetti e sfumature sempre diverse e singolari, mai riproducibili e per questo motivo ogni pezzo è unico.

ORIGINE DELLA CERAMICA RAKU

La ceramica Raku ha origine in Giappone dal nome di Rikyu, Maestro della cerimonia del tè e capostipite di intere famiglie di vasai che nel XVI secolo iniziarono a creare oggetti come tazze, ciotole, vasellame, appositamente per questo rito legato alla filosofia Zen e al Buddismo. Il tè a quei tempi era un bene prezioso e raro, usato dai monaci per aiutare la veglia durante le meditazioni e l’offerta di una ciotola con questa bevanda profumata assunse il carattere di una cerimonia vera e propria, con gestualità, riti e oggetti, finalizzati a raggiungere bellezza e pace. I maestri della ceramica Raku tramandarono oralmente l’arte, mantenendo i segreti della tecnica, degli smalti, delle argille e delle cotture.

Così regalando alla storia oggetti, tazze, piccole ciotole e strumenti rituali, che costituiscono un patrimonio dall’aura semi-mistica. Si narra che la particolare tecnica utilizzata per creare oggetti in ceramica Raku, ovvero estrarre i pezzi incandescenti dal forno con le pinze, sia opera di un ceramista del XVI secolo di Kyoto, incaricato di produrre ciotole per il tè. Questi costruì un piccolo forno a cottura rapida per realizzarle nel più breve tempo possibile vista l’aumentata richiesta del momento e inconsapevolmente diede avvio alla “magia” di un risultato sorprendente. Bernard Leach nel 1911, durante un soggiorno in Giappone, rimase affascinato dalla ceramica Raku e dalla particolare tecnica di cottura, mai conosciuta prima. Ne scrisse un libro: “Potter’s Book”. Da quel momento la ceramica Raku si diffuse in tutto l’Occidente e particolarmente negli Stati Uniti, in Canada, in Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda.

Leach è considerato ancora oggi il patriarca della ceramica moderna in tutto il mondo inglese. Negli anni ’60 alcuni ceramisti americani, sulla base dell’insegnamento di Leach, incominciarono a sperimentare la tecnica, apportando innovazioni, cambiamenti e soprattutto diversificando la produzione di manufatti. Non solo tazze e teiere ma oggetti artistici e gioielli, impreziositi grazie alla sperimentazione di nuovi colori e smalti, di una differente modalità di raffreddamento. Da quel momento si può dire che nacque la ceramica Raku made in Occidente. Il Raku divenne un vero e proprio “happening” tra ceramisti e appassionati, dove poter ammirare ogni volta il fondersi degli elementi - terra, acqua, fuoco e aria - sinfonicamente modellate dall’estro dell’artista.

COSA VUOL DIRE FARE CERAMICA RAKU

Raku” letteralmente significa “gioire il giorno”. Fare ceramica Raku significa quindi portare in ogni oggetto la propria gioia di vivere e l’armonia di una vita in contatto con la natura e la bellezza. Si sperimenta non solo nelle forme ma soprattutto nel colore e nelle sue infinite varianti. Circondarsi di creazioni armoniche, uniche e irripetibili, magari in un luogo altrettanto equilibrato e rigenerante, rende la vita migliore e la bellezza diventa parte di noi stessi. Che si desiderino vasi, ciotole, piatti o gioielli, grazie alla ceramica Raku è possibile rendere unica qualsiasi realizzazione. In questo sta il segreto della ceramica Raku: entrare in sintonia con gli elementi, non creare contrasto, fluire con essi durante la “corrente creativa” e gioire per quello che si sta facendo. Questa è la mia filosofia. Questa è la filosofia di Terra Crea e di ogni oggetto che nasce nella mia bottega.